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20/07/2015

Moda Belga: Il Dna Creativo Di Una Nazione

Di Kledir Salgado
Designer di moda, Master in Tessile e Moda alla USP (Università di São Paulo, Brasile)

Avete già sentito parlare di moda belga? Il Belgio è uno dei principali fornitori di talenti nel mondo della moda dall’inizio degli anni ’80, quando un gruppo di colleghi dai nomi impronunciabili divenne noto come i “Sei di Anversa”, conquistando fama internazionale.

Composto da Dries Van Noten, Dirk Bikkembergs, Marina Yee, Dirk Van Saene, Walter Van Beirendonck e Ann Demeulemeester, il gruppo di moda belga di (allora) sconosciuti ha aperto le porte ad altri designers, come Raf Simons e Kris Van Assche, che gestiscono, rispettivamente, la moda donna e uomo della Dior, o Anthony Vaccarello, responsabile della linea più accessibile di Donatella Versace.

Senza dimenticare il misterioso Martin Margiela, l’affascinante Haider Ackermann o Olivier Theyskens, che firma le collezioni della statunitense Theory, dopo aver lavorato per le maisons francesi Rochas e Nina Ricci. Altri nomi sono Raf Simons, Dries Van Noten, Martin Margiela e Ann Demeulemeester.

Buona parte della fama della moda belga contemporanea si deve al movimento conosciuto come The Antwerp Six (I Sei di Anversa). Si sono laureati alla Royal Academy of Fine Arts all’inizio degli anni ’80 e avevano una visione radicale e orginale della moda. Nel 1986 il gruppo ha affittato un pulmino ed è partito per Londra con la macchina piena delle loro creazioni. Là, le hanno presentate alla fiera della London Fashion Week.


Da sinistra a destra: Marina Yee, Dries Van Noten, Ann Demeulemeester, Walter Van Beirendonck, Dirk Bikkembergs, Dirk Van Saene. Foto: copia

Uno dei punti di forza di questo gruppo di moda belga è la costruzione di una visione forte, che si nota sin dalla prima sfilata.  Le proposte degli stilisti sono sempre state all’avanguardia e intelligenti. Così, hanno creato un intero universo, un vocabolario proprio, non solo vestiti. Molti di loro hanno poi sfilato a Parigi, come Dries van Noten e Ann Demeulemeester. Ancora oggi, le sfilate di Dries sono tra le più belle e originali di ogni stagione.

In Belgio la parte accademica è molto valorizzata e gli studenti imparano moda in facoltà di arte. La Antwerp Academy e la La Cambre, a Bruxelles, sono tra le scuole più importanti, con professori straordinari come Walter van Beirendonck, uno dei fondatori degli Antwerp Six.

La moda belga è molto concettuale e intellettualizzata. Gli stilisti hanno molta personalità in fase di creazione. Tuttavia, ciò non impedisce loro di collaborare con griffes più commerciali, come nel caso di Margiela per la Hermès e Raf Simons, adesso alla direzione creativa della Jil Sander.

Come si è notato, l’intellettualizzazione della moda ha costruito il DNA creativo della moda belga, diventata un esempio da seguire per tutti i creatori di moda e le scuole di moda in Brasile.

La costruzione del DNA creativo brasiliano, a sua volta, sarà fatta solo quando la smetteremo di copiare tutto ciò che viene da fuori, scoprirci come paese creatore e, a partire da questo, intellettualizzare la nostra moda per formare dei professionisti nel campo, che risolvano problemi tramite una visione critica del mondo e non della riproducibilità degli articoli che raggiungano solo il maggior numero di vendite.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

John Galliano per Margiela

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